Turco di seconda generazione, nato a Amburgo nel 1973,
Fatih Akin è ormai uno degli autori certamente più interessanti
del cinema europeo. I suoi film ruotano sempre intorno
al tema della emigrazione, con personaggi problematicamente
sospesi fra il tentativo di integrarsi nella nuova patria
e il desiderio di non recidere i legami con le proprie origini.
Ma poi il valore del cinema di Akin va rintracciato nel suo
stile, molto personale e riconoscibile – come è degli autori
veri -, pur se caratterizzato da riferimenti e affinità con altri
importanti registi: su tutti Jim Jarmush, per le sospensioni
temporali e le venature umoristiche alternate a momenti di
commozione e passione.
Da sottolineare come nonostante i pochi titoli a oggi da lui
firmati, Fatih Akin abbia già ricevuto importanti premi nei
maggiori festival internazionali: l’Orso d’oro alla Berlinale
2004 con La sposa turca, e il Premio speciale della giuria
all’ultima mostra di Venezia con il recente e bellissimo Soul
Kitchen.
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Ve. 30 lug. (h 19)
Sa. 31 lug. (h 21.30)
Ai confini del paradiso
R.: Fatih Akin. Sc.: F. Akin. Int.: Nurgül Yesilçay, Baki Davrak,
Tuncel Kurtiz, Hanna Schygulla, Patrycia Ziolkowska. Germania/
Turchia, 2007, col., 122’.
Ali, anziano turco, nonostante la contrarietà del figlio Nejat,
decide di vivere con Yeter, una prostituta turca che fa il mestiere
per aiutare negli studi la figlia Ayten che vive a Istanbul.
La morte accidentale di Yeter allontana padre e figlio.
Nejat, che le si era affezionato, lascia il suo lavoro di docente
e si reca in Turchia per cercare Ayten, ricercata perché
appartenente a un gruppo accusato di terrorismo e scappata
in Germania.
Do. 25 lug. (h 21.15)
Crossing the Bridge – The Sound
of Istanbul
R. e sc.: F. Akin. Fot.: Hervé Dieu. Mont.: Andrew Bird. Germania/
Turchia, 2005, col., 90’.
La storia è quella del compositore Alexander Hacke, esponente
dell’avanguardia musicale tedesca, che ripercorre il
viaggio che fece in Turchia per scrivere la colonna sonora
della Sposa turca. Le emozioni, i rumori, i colori di una metropoli
che segna non il confine ma l’incontro di Oriente e
Occidente, e soprattutto le sue melodie perché, recita Confucio,
“quando arrivi in un luogo e vuoi comprenderlo, ascolta
la musica che vi si suona”. Si parte dal gruppo neopsichedelico
degli Baba Zula nella zona di Beyoglu, per poi passare
alla black music turca con il rap dei ragazzi e delle ragazze
che vogliono potere dire la loro su qualsiasi argomento,
all’hip hop, alla street music e alla breakbeat, ballata dai
giovani breakdancer che con le loro evoluzioni inneggiano
alla libertà, anche a quella delle droghe. Poi c’è l’incontro
con il lamento della tradizione kurda; con il ballo di due moderni
dervisci, i Whirling Dervishes; e con due leggende della
musica popolare turca: i cantanti Sezen Aksu e Orhan Gencebay.
Ma il vero protagonista è il suono della città che - fatto
di musica, claxon, sirene, uccellini, voci – guida lo spettatore
alla scoperta del battito del cuore di Istanbul.
Sa. 24 lug. (h 19)
Do. 1 ago. (h 21)
Im Juli
R. e sc.: F. Akin. Int.: Moritz Bleibtreu, Christiane Paul, Idil
Üner, Mehmet Kurtlus. Germania, 2000, col., 99’.
Amburgo. Daniel, giovane insegnante di fisica, conduce
un’esistenza patetica e anonima. Poi incontra Melek, una
splendida ragazza di origini turche, e decide di raggiungerla
in auto fino a Istanbul, insieme alla scatenata amica Juli, segretamente
innamorata di lui. Il viaggio attraverso l’Europa
del Sud cambierà profondamente la vita dell’uomo.
In collaborazione con il Goethe Institut di Roma.
Ve. 23 lug. (h 21.30)
Do. 25 lug. (h 17.15)
Soul Kitchen
R.: F. Akin. Sc.: F. Akin, Adam Bousdoukos. Int.: Adam Bousdoukos,
Moritz Bleibtreu, Anna Bederke, Pheline Roggan,
Dorka Gryllus. Germania, 2009, col., 99’.
Zino, proprietario del ristorante “Soul Kitchen”, per una
serie di circostanze sfavorevoli e nonostante il rapporto poco
idilliaco, si troverà costretto a lavorare fianco a fianco con
suo fratello Illias e, nel frattempo, dovrà anche affrontare la
perdita della sua fidanzata Nadine, che si è trasferita in Cina
e ha un nuovo compagno...
Premio speciale della giuria alla Mostra
del Cinema a di Venezia 2009.
Me. 28 lug. (h 21.15)
Sa. 31 lug. (h 17)
La sposa turca
R.: F. Akin. Sc.: Fatih Akin. Int.: Birol Ünel, Sibel Kekilli, Catrin
Striebeck e Guven Kyrac. Germania/Turchia, 2004, col.,
123’.
Sibel, una ragazza di origini turche scampata a un tentativo
di suicidio, chiede all’alcolizzato Cahit, anche lui turco, di
sposarla per sfuggire alle severe tradizioni della famiglia.
Anche l’uomo ha provato a togliersi la vita e, dopo l’iniziale
riluttanza, accetta di prendere la giovane moglie.
Orso d’oro al festival di Berlino 2004.
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