Dal 23 luglio all'1 agosto
OMAGGIO A FAITH AKIN
 

Turco di seconda generazione, nato a Amburgo nel 1973, Fatih Akin è ormai uno degli autori certamente più interessanti del cinema europeo. I suoi film ruotano sempre intorno al tema della emigrazione, con personaggi problematicamente sospesi fra il tentativo di integrarsi nella nuova patria e il desiderio di non recidere i legami con le proprie origini. Ma poi il valore del cinema di Akin va rintracciato nel suo stile, molto personale e riconoscibile – come è degli autori veri -, pur se caratterizzato da riferimenti e affinità con altri importanti registi: su tutti Jim Jarmush, per le sospensioni temporali e le venature umoristiche alternate a momenti di commozione e passione. Da sottolineare come nonostante i pochi titoli a oggi da lui firmati, Fatih Akin abbia già ricevuto importanti premi nei maggiori festival internazionali: l’Orso d’oro alla Berlinale 2004 con La sposa turca, e il Premio speciale della giuria all’ultima mostra di Venezia con il recente e bellissimo Soul Kitchen.

Ve. 30 lug. (h 19)
Sa. 31 lug. (h 21.30)
Ai confini del paradiso

R.: Fatih Akin. Sc.: F. Akin. Int.: Nurgül Yesilçay, Baki Davrak, Tuncel Kurtiz, Hanna Schygulla, Patrycia Ziolkowska. Germania/ Turchia, 2007, col., 122’.
Ali, anziano turco, nonostante la contrarietà del figlio Nejat, decide di vivere con Yeter, una prostituta turca che fa il mestiere per aiutare negli studi la figlia Ayten che vive a Istanbul. La morte accidentale di Yeter allontana padre e figlio. Nejat, che le si era affezionato, lascia il suo lavoro di docente e si reca in Turchia per cercare Ayten, ricercata perché appartenente a un gruppo accusato di terrorismo e scappata in Germania.

Do. 25 lug. (h 21.15)
Crossing the Bridge – The Sound of Istanbul

R. e sc.: F. Akin. Fot.: Hervé Dieu. Mont.: Andrew Bird. Germania/ Turchia, 2005, col., 90’.
La storia è quella del compositore Alexander Hacke, esponente dell’avanguardia musicale tedesca, che ripercorre il viaggio che fece in Turchia per scrivere la colonna sonora della Sposa turca. Le emozioni, i rumori, i colori di una metropoli che segna non il confine ma l’incontro di Oriente e Occidente, e soprattutto le sue melodie perché, recita Confucio, “quando arrivi in un luogo e vuoi comprenderlo, ascolta la musica che vi si suona”. Si parte dal gruppo neopsichedelico degli Baba Zula nella zona di Beyoglu, per poi passare alla black music turca con il rap dei ragazzi e delle ragazze che vogliono potere dire la loro su qualsiasi argomento, all’hip hop, alla street music e alla breakbeat, ballata dai giovani breakdancer che con le loro evoluzioni inneggiano alla libertà, anche a quella delle droghe. Poi c’è l’incontro con il lamento della tradizione kurda; con il ballo di due moderni dervisci, i Whirling Dervishes; e con due leggende della musica popolare turca: i cantanti Sezen Aksu e Orhan Gencebay. Ma il vero protagonista è il suono della città che - fatto di musica, claxon, sirene, uccellini, voci – guida lo spettatore alla scoperta del battito del cuore di Istanbul.

Sa. 24 lug. (h 19)
Do. 1 ago. (h 21)
Im Juli

R. e sc.: F. Akin. Int.: Moritz Bleibtreu, Christiane Paul, Idil Üner, Mehmet Kurtlus. Germania, 2000, col., 99’.
Amburgo. Daniel, giovane insegnante di fisica, conduce un’esistenza patetica e anonima. Poi incontra Melek, una splendida ragazza di origini turche, e decide di raggiungerla in auto fino a Istanbul, insieme alla scatenata amica Juli, segretamente innamorata di lui. Il viaggio attraverso l’Europa del Sud cambierà profondamente la vita dell’uomo.
In collaborazione con il Goethe Institut di Roma.

Ve. 23 lug. (h 21.30)
Do. 25 lug. (h 17.15)
Soul Kitchen

R.: F. Akin. Sc.: F. Akin, Adam Bousdoukos. Int.: Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Anna Bederke, Pheline Roggan, Dorka Gryllus. Germania, 2009, col., 99’.
Zino, proprietario del ristorante “Soul Kitchen”, per una serie di circostanze sfavorevoli e nonostante il rapporto poco idilliaco, si troverà costretto a lavorare fianco a fianco con suo fratello Illias e, nel frattempo, dovrà anche affrontare la perdita della sua fidanzata Nadine, che si è trasferita in Cina e ha un nuovo compagno...
Premio speciale della giuria alla Mostra del Cinema a di Venezia 2009.

Me. 28 lug. (h 21.15)
Sa. 31 lug. (h 17)
La sposa turca

R.: F. Akin. Sc.: Fatih Akin. Int.: Birol Ünel, Sibel Kekilli, Catrin Striebeck e Guven Kyrac. Germania/Turchia, 2004, col., 123’.
Sibel, una ragazza di origini turche scampata a un tentativo di suicidio, chiede all’alcolizzato Cahit, anche lui turco, di sposarla per sfuggire alle severe tradizioni della famiglia. Anche l’uomo ha provato a togliersi la vita e, dopo l’iniziale riluttanza, accetta di prendere la giovane moglie. Orso d’oro al festival di Berlino 2004.


 

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