Dal 12 al 16 maggio
CINEPRESE CHE PUNTANO IN ALTO
Il Trento Film Festival 2010 a Milano
Tutti i biglietti delle proiezioni sono in prevendita presso la cassa della sala negli orari di apertura (giov. 13 e ven. 14 mag. dalle 16.30 alle 21.30, sabato 15 dalle 15.30 alle 21.30, domenica 16 dalle 14.30 alle 21.00)
 

«Il TRENTOFILMFESTIVAL è arrivato alla sua 58. edizione e,ancora una volta, i suoi film migliori verranno presentati a Milano grazie all’Associazione Alt(r)i Spazi nell’ambito delle giornate denominate “Trento a Milano”. Un’occasione unica per vedere film stupendi che non sempre trovano un’uscita commerciale nel nostro circuito cinematografico. Per me, che da sei anni sto vivendo da vicino la bellissima esperienza di un festival internazionale di film di montagna, esplorazione e avventura, è una grande soddisfazione. Sapere che il Festival continua a vivere anche oltre le giornate trentine è un valore assoluto. Anche quest’anno i milanesi vedranno il meglio di una rassegna importantissima e potranno godere di un raro film restaurato dalla Cineteca Italiana e accompagnato da musica dal vivo eseguita da Carlo Casillo. Uno dei tanti eventi promossi e presentati durante le giornate del Festival e destinati, ora, a girare per l’Italia partendo proprio dalla prestigiosa sede di piazza Oberdan, garanzia di un pubblico attento e preparato.» Maurizio Nichetti. Abbiamo lasciato con piacere la parola a Maurizio Nichetti, direttore artistico del Trento Film Festival, per introdurre questa nuova collaborazione della Cineteca Italiana con il più antico e prestigioso festival internazionale dedicato al cinema di montagna. La collaborazione, che ci auguriamo prosegua nei prossimi anni, nasce dalla partecipazione della Cineteca Italiana alla 58. edizione del Trento Film Festival (29 aprile – 9 maggio 2010) con l’anteprima del film muto Il gigante delle Dolomiti nell’edizione appena restaurata dalla stessa Cineteca Italiana grazie al fondamentale contributo della Provincia di Belluno, UNESCO e Regione Veneto. Realizzato nel 1926 da Guido Brignone, interpretato da Bartolomeo Pagano nei panni di Maciste - ruolo che lo aveva reso celebre nel capolavoro di Giovanni Pastrone Cabiria (1914) -, Il gigante delle dolomiti costituisce un esempio della nostra migliore cinematografia muta e un rarissimo e fondamentale capitolo nella saga dei film dedicati a Maciste. Il restauro appena ultimato ha restituito al film lo splendore originario delle sue immagini, impreziosite da una nuova colonna sonora - realizzata grazie al supporto del C.A.I. e della Provincia di Trento - frutto dell’estro del giovane compositore Carlo Casillo, che attraverso un’originale partitura ha saputo coniugare tradizione, sperimentazione e avanguardia. Il gigante delle Dolomiti, della cui edizione restaurata la Cineteca Italiana ha appena realizzato un dvd, fa naturalmente parte del programma proveniente dal festival e qui presentato, programma che prevede la proiezione in anteprima di altri tre lungometraggi (fra i quali l’attesissimo Nanga Parbat, sulla spedizione del 1970 dei fratelli Messner che costo la vita a Gunther, il fratello di Reinhold) e di un’antologia di formidabili corti e mediometraggi sull’avventura estrema in montagna.

Ve. 14 mag. (21.30)
Il gigante delle Dolomiti

R.: Guido Brignone. Sogg.: Gin Bill. Fot.: Massimo Terzano, Domenico Scala. Scenog.: Giulio Lombardozzi, Domenico Gaido. Int.: Bartolomeo Pagano (Maciste), Aldo Marus (il piccolo Hans, nipote di Maciste), André Habay (l’ingegnere Riccardo Ewert), Luigi Serventi (Müller), Elena Lunda (Vanna Dardos), Dolly Grey (Maud Fair, la pittrice inglese), Mario Sajo (Schultz), Augusto Poggioli (l’ispettore di polizia), Oreste Grandi, Felice Minotti, Augusto Bandini. Produz.: S.A. Pittaluga, Torino. Italia, 1926, b/n , 92’, muto.
Guida alpina provetta molto apprezzata dagli escursionisti, Maciste vive sulle Dolomiti, al Passo delle Tre Croci, e si occupa amorevolmente del nipotino Hans, figlio illegittimo della sorella, morta di crepacuore per il disonore di esser stata sedotta e abbandonata. Acerrimo rivale di Maciste è il losco Schultz, un contrabbandiere che, in cerca di facili guadagni, si allea con due avventurieri, Müller e la misteriosa Vanna Dardos, con l’intento di sottrarre i piani di un rivoluzionario progetto aeronautico che il giovane ingegnere Riccardo Ewert sta mettendo a punto nella pace di una baita sulle montagne. Oltre a Vanna, un’altra donna è interessata all’ingegnere: la bella pittrice inglese Maud Fair, che trascorre le proprie vacanze in un lussuoso albergo ed è segretamente innamorata di lui. Nel tentativo di sedurre l’ingegnere, Vanna non si accorge che un ispettore di polizia è sulle sue tracce: grande è il dolore dell’uomo quando si rende conto che la maliarda indagata per spionaggio altri non è che la moglie che l’aveva tradito e abbandonato anni prima. Mentre Maud, con l’aiuto di Maciste, riesce a far fronte ai tentativi di violenza di Müller, l’ingegnere, allertato dall’ispettore, finge di cadere nella trappola di Vanna per renderne possibile l’arresto; Müller e Schultz, vedendosi perduti, si danno alla fuga lungo il passo del Gigante, ma muoiono durante una bufera di neve e Vanna è costretta all’esilio. Maud può finalmente coronare il proprio sogno d’amore.
Accompagnamento dal vivo su partitura composta da Carlo Casillo di: Carlo Casillo (chitarra, computer, virtual instruments), Emiliano Tamanini (tromba), Gigi Grata (trombone, tuba), Roberto Caberlotto (fisarmonica), Irene Fornasa (contrabbasso, voce), Lisa Bergamo (voce jodel).
Copia restaurata da Fondazione Cineteca Italiana

Me. 12 mag. (h 21)
Sa. 15 mag. (h 16)
Do. 16 mag. (h 10.30) proiezione straordinaria
Nanga Parbat

R.: Joseph Vilsmaier, in collaborazione con Reinhold Messner. Germania, 2010, col., 100’, vo. sott. ital.
Nel giugno 1970, dopo una salita estenuante del versante Rupal, i fratelli Messner raggiunsero la vetta del Nanga Parbat. Lassù Günther, allora 23enne, accusò sintomi di mal di montagna e disse che non se la sentiva di scendere dalla stessa parte. Così Reinhold, 26enne, guidò la traversata verso il più facile versante Diamir. Il fratello minore durante la discesa sparì, probabilmente travolto da una valanga. Reinhold lo cercò, senza successo, e alla fine scese da solo, ricomparendo al campo base dopo sei giorni con gravi congelamenti ai piedi, e venendo poi ingiustamente accusato di aver sacrificato il fratello pur di raggiungere la vetta. A distanza di quarant’anni, il film ripercorre i momenti salienti di quella drammatica vicenda.
Alla proiezione di mercoledì 12 maggio, interverranno Maurizio Nichetti, direttore artistico del Trento Film Festival, il regista del film Joseph Vilsmaier, l’alpinista e presidente di Alt(r)i Spazi Alessandro Gogna e Maurizio Zaccaro, regista e presidente di giuria del 58. Trento Film Festival 2010.

Gio. 13 mag. (h 18.30)
Ve. 14 mag. (h 19)
Sherpas - Die Wahren Helden am Everest

R.: Frank Senn, Hari Tapa, Otto C. Honegger. Svizzera/Nepal, 2008, col., 105’, vo. sott. ital.
Questo film testimonia il lavoro, la vita e gli stati d’animo degli sherpa. Attraverso i loro occhi seguiamo la spedizione della guida alpina svizzera Kari Kobler e dei suoi compagni europei verso la conquista dell’Everest. Le immagini ci mostrano i racconti dei portatori, i loro sentimenti e le paure. Senza mezzi termini, spiegano che cosa significhi per loro lavorare al servizio degli occidentali. ssaporiamo i loro successi, ma affrontiamo anche la tragedia della morte di un membro della spedizione. Vediamo come rischiano la loro vita per salvare quella degli altri, e come sono influenzati dalle tragedie, che vedono come messaggi inviati dalla montagna. Gli eroi di questo lungometraggio sono Long Dorjee, una leggenda con le sue 13 salite all’Everest, e Norbu, il giovane sirdar, che conduce una vita moderna a Kathmandu.

Gio. 13 mag. (h 21.15)
Do. 16 mag. (h 19)
“Mount St.Elias”

di Gerald Salmina (Austria, 2009) col., 100', vo. sott. ital.
Genziana d’Argento al miglior contributo tecnico-artistico
Un documentario drammatico, che racconta la storia di quattro caratteri molto diversi tra loro: tre uomini, una montagna. Sullo sfondo della selvaggia bellezza dell'Alaska, i due scialpinisti austriaci Axel Naglich e Peter Ressmann, e il freerider americano Jon Johnston si lanciano in un'impresa ineguagliabile in cui la pressione fisica e mentale li spinge al limite assoluto: la discesa con gli sci dei 5489 metri del Mount St. Elias, la più lunga mai realizzata. Un'avventura nella quale l'eroismo e la follia non sono sempre ben distinguibili, dove le situazioni vanno affrontate con estrema razionalità, grande coraggio, una forte fiducia nelle proprie capacità e tanta fortuna. Delle immagini stupefacenti di sci sulle valanghe, delle pendenze che fanno tremare, dei salti vertiginosi dai quali sembra impossibile uscire indenni. Grazie a una tecnica perfettamente padroneggiata il regista ci pone al centro dell'azione e ci offre degli istanti magici.

Sa. 15 mag. (h 21.30)
Antologia di corti e mediometraggi sull’apinismo estremo
Rush our Dream

R.: Kerim Jaspersen, Christian Menn. Germania, 2009, col., 5’, vo. sott. ital.
Düsseldorf, Germania. Un uomo, mentre si sta recando al lavoro con il tram, si addormenta e inzia a sognare. È a bordo di una funivia che lo sta portando su una montagna. Una volta sceso, si incammina verso la cima. Dopo averla raggiunta, apre la borsa e trova un paracadute. Decide così di aprirlo e lanciarsi...
White Noise
R.: Dominique Perret. Svizzera, 2008, col., 12’, vo. sott. ital.
Questo cortometraggio riprende il grande free-rider svizzero Dominique Perret durante le sue discese mozzafiato nelle Chugach Mountains e sugli altri pendii inviolati dell’Alaska nel 2009, dopo il tentativo andato a vuoto del 2007. Un film sui dubbi, le paure, i pensieri che invadono lo sciatore nel momento in cui si trova di fronte a queste straordinarie discese, dove in un attimo tutte le sicurezze della vita quotidiana scompaiono.
Alone on the Wall
R.: Peter Mortimer, Nick Rosen. USA, 2009, col., 24’, vo. sott. ital.
Alex Honnold è uno dei più forti e versatili climber americani dell’ultima generazione. Il film lo segue in un’impresa che lo iscrive di diritto nell’albo dei grandi: la salita in free solo, ovvero senza corda, di una delle più imponenti formazioni rocciose del Nord America. Partendo dal deserto d’arenaria dello Utah, le immagini ci accompagnano fino alla base della parete nord-ovest dell’Half Dome, un colosso granitico di 2700 metri nello Yosemite National Park, dove il 23enne Alex fa salire a un nuovo livello l’arrampicata su roccia.
The Argentin Project
R.: Jeremy Grant. Canada, 2009, col., 7’, vo. sott. ital.
Con il solo ausilio di Google Earth, il biker professionista Mike Kinrade, il fotografo John Wellburn e il regista Jeremy Grant, tutti canadesi, hanno trascorso un mese intero alla ricerca di un luogo, da qualche parte del pianeta, ancora inesplorato e adatto al Big Mountain, la disciplina che prevede la discesa in mountain bike su un pendio fuori pista mai provato prima. La ricerca li ha portati in un’area desertica dell’Argentina...
Committed II: Walk of Life
R.: Dave Brown. UK, 2008, col., 21’, vo. sott. ital.
Il film racconta cinque incredibili storie di climber britannici. La sfida più difficile della vita di James Pearson: una grande lastra di roccia affacciata sulle scogliere del mare di Devon. Il grande progetto di Dave MacLeod: compiere salite di gran classe in ciascuna delle discipline dell’arrampicata. La forza, la tenacia e i successi dei giovani fratelli Pete e Katy Whittaker. Il tentativo di Steve McClure di ripetere in velocità la durissima Rhapsody, una via di E11, il grado più difficile della scala inglese. E l’ulteriore successo di James Pearson, che ha aperto una linea nuova sulla parete di gritstone, una particolare roccia arenaria, la più dura del mondo.
Welsh Connection
R.: Dave Brown. UK, 2009, col., 54’, vo. sott. ital.
Le riprese di questo film, effettuate nell’arco di un intero anno, offrono il meglio dell’arrampicata del Galles. I grandi esponenti dell’arrampicata sportiva Pete Robins, Tim Emmett, Johnny Dawes, James McHaffie, Pete Whittaker, Nick Bullock, Chris Doyle, Chris Davies e Gav Symonds si avventurano su vertiginose pareti calcaree, faticose salite a vista su ardesia, ma anche prime ascensioni, bouldering e deep water solo. Un mix di discipline diverse raccontato attraverso spettacolari immagini mozzafiato.


 

Ingresso senza Cinetessera per gli associati Alt(r)i Spazi

 

 

Proiezioni
Spazio Oberdan - Viale Vittorio Veneto 2, Milano
Area Metropolis 2.0 - Via Oslavia 8, Paderno Dugnano

Info
tel 02.87242114; 02.77406316


Fondazione Cineteca Italiana
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