«Il TRENTOFILMFESTIVAL è arrivato alla sua 58. edizione e,ancora una volta, i suoi film migliori verranno presentati a
Milano grazie all’Associazione Alt(r)i Spazi nell’ambito delle
giornate denominate “Trento a Milano”. Un’occasione unica
per vedere film stupendi che non sempre trovano un’uscita
commerciale nel nostro circuito cinematografico. Per me, che
da sei anni sto vivendo da vicino la bellissima esperienza di
un festival internazionale di film di montagna, esplorazione
e avventura, è una grande soddisfazione. Sapere che il Festival
continua a vivere anche oltre le giornate trentine è un
valore assoluto. Anche quest’anno i milanesi vedranno il meglio
di una rassegna importantissima e potranno godere di
un raro film restaurato dalla Cineteca Italiana e accompagnato
da musica dal vivo eseguita da Carlo Casillo. Uno dei
tanti eventi promossi e presentati durante le giornate del Festival
e destinati, ora, a girare per l’Italia partendo proprio
dalla prestigiosa sede di piazza Oberdan, garanzia di un
pubblico attento e preparato.» Maurizio Nichetti.
Abbiamo lasciato con piacere la parola a Maurizio Nichetti,
direttore artistico del Trento Film Festival, per introdurre
questa nuova collaborazione della Cineteca Italiana con il
più antico e prestigioso festival internazionale dedicato al cinema
di montagna. La collaborazione, che ci auguriamo prosegua
nei prossimi anni, nasce dalla partecipazione della
Cineteca Italiana alla 58. edizione del Trento Film Festival
(29 aprile – 9 maggio 2010) con l’anteprima del film muto Il gigante delle Dolomiti nell’edizione appena restaurata
dalla stessa Cineteca Italiana grazie al fondamentale
contributo della Provincia di Belluno, UNESCO e Regione
Veneto. Realizzato nel 1926 da Guido Brignone, interpretato
da Bartolomeo Pagano nei panni di Maciste - ruolo che lo
aveva reso celebre nel capolavoro di Giovanni Pastrone Cabiria
(1914) -, Il gigante delle dolomiti costituisce un esempio
della nostra migliore cinematografia muta e un rarissimo e
fondamentale capitolo nella saga dei film dedicati a Maciste.
Il restauro appena ultimato ha restituito al film lo splendore
originario delle sue immagini, impreziosite da una nuova colonna
sonora - realizzata grazie al supporto del C.A.I. e della
Provincia di Trento - frutto dell’estro del giovane compositore
Carlo Casillo, che attraverso un’originale partitura ha saputo
coniugare tradizione, sperimentazione e avanguardia.
Il gigante delle Dolomiti, della cui edizione restaurata la
Cineteca Italiana ha appena realizzato un dvd, fa naturalmente
parte del programma proveniente dal festival e qui
presentato, programma che prevede la proiezione in anteprima
di altri tre lungometraggi (fra i quali l’attesissimo
Nanga Parbat, sulla spedizione del 1970 dei fratelli Messner
che costo la vita a Gunther, il fratello di Reinhold) e di
un’antologia di formidabili corti e mediometraggi sull’avventura
estrema in montagna.
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Ve. 14 mag. (21.30)
Il gigante delle Dolomiti
R.: Guido Brignone. Sogg.: Gin Bill. Fot.: Massimo Terzano,
Domenico Scala. Scenog.: Giulio Lombardozzi, Domenico
Gaido. Int.: Bartolomeo Pagano (Maciste), Aldo Marus (il piccolo
Hans, nipote di Maciste), André Habay (l’ingegnere Riccardo
Ewert), Luigi Serventi (Müller), Elena Lunda (Vanna
Dardos), Dolly Grey (Maud Fair, la pittrice inglese), Mario
Sajo (Schultz), Augusto Poggioli (l’ispettore di polizia), Oreste
Grandi, Felice Minotti, Augusto Bandini. Produz.: S.A. Pittaluga,
Torino. Italia, 1926, b/n , 92’, muto.
Guida alpina provetta molto apprezzata dagli escursionisti,
Maciste vive sulle Dolomiti, al Passo delle Tre Croci, e si occupa
amorevolmente del nipotino Hans, figlio illegittimo
della sorella, morta di crepacuore per il disonore di esser
stata sedotta e abbandonata. Acerrimo rivale di Maciste è il
losco Schultz, un contrabbandiere che, in cerca di facili guadagni,
si allea con due avventurieri, Müller e la misteriosa
Vanna Dardos, con l’intento di sottrarre i piani di un rivoluzionario
progetto aeronautico che il giovane ingegnere Riccardo
Ewert sta mettendo a punto nella pace di una baita
sulle montagne. Oltre a Vanna, un’altra donna è interessata
all’ingegnere: la bella pittrice inglese Maud Fair, che trascorre
le proprie vacanze in un lussuoso albergo ed è segretamente
innamorata di lui. Nel tentativo di sedurre l’ingegnere,
Vanna non si accorge che un ispettore di polizia è
sulle sue tracce: grande è il dolore dell’uomo quando si
rende conto che la maliarda indagata per spionaggio altri
non è che la moglie che l’aveva tradito e abbandonato anni
prima. Mentre Maud, con l’aiuto di Maciste, riesce a far
fronte ai tentativi di violenza di Müller, l’ingegnere, allertato
dall’ispettore, finge di cadere nella trappola di Vanna per
renderne possibile l’arresto; Müller e Schultz, vedendosi perduti,
si danno alla fuga lungo il passo del Gigante, ma muoiono
durante una bufera di neve e Vanna è costretta
all’esilio. Maud può finalmente coronare il proprio sogno
d’amore.
Accompagnamento dal vivo su partitura composta
da Carlo Casillo di: Carlo Casillo (chitarra, computer, virtual
instruments), Emiliano Tamanini (tromba), Gigi Grata
(trombone, tuba), Roberto Caberlotto (fisarmonica), Irene
Fornasa (contrabbasso, voce), Lisa Bergamo (voce jodel).
Copia restaurata da Fondazione Cineteca
Italiana
Me. 12 mag. (h 21)
Sa. 15 mag. (h 16)
Do. 16 mag. (h 10.30) proiezione straordinaria
Nanga Parbat
R.: Joseph Vilsmaier, in collaborazione con Reinhold Messner.
Germania, 2010, col., 100’, vo. sott. ital.
Nel giugno 1970, dopo una salita estenuante del versante
Rupal, i fratelli Messner raggiunsero la vetta del Nanga Parbat.
Lassù Günther, allora 23enne, accusò sintomi di mal di
montagna e disse che non se la sentiva di scendere dalla
stessa parte. Così Reinhold, 26enne, guidò la traversata
verso il più facile versante Diamir. Il fratello minore durante
la discesa sparì, probabilmente travolto da una valanga.
Reinhold lo cercò, senza successo, e alla fine scese da solo,
ricomparendo al campo base dopo sei giorni con gravi congelamenti
ai piedi, e venendo poi ingiustamente accusato di
aver sacrificato il fratello pur di raggiungere la vetta. A distanza
di quarant’anni, il film ripercorre i momenti salienti
di quella drammatica vicenda.
Alla proiezione di mercoledì 12 maggio, interverranno
Maurizio Nichetti, direttore artistico del Trento Film Festival,
il regista del film Joseph Vilsmaier, l’alpinista e presidente
di Alt(r)i Spazi Alessandro Gogna e Maurizio Zaccaro, regista
e presidente di giuria del 58. Trento Film Festival 2010.
Gio. 13 mag. (h 18.30)
Ve. 14 mag. (h 19)
Sherpas - Die Wahren Helden am Everest
R.: Frank Senn, Hari Tapa, Otto C. Honegger.
Svizzera/Nepal, 2008, col., 105’, vo. sott. ital.
Questo film testimonia il lavoro, la vita e gli stati d’animo
degli sherpa. Attraverso i loro occhi seguiamo la spedizione
della guida alpina svizzera Kari Kobler e dei suoi compagni
europei verso la conquista dell’Everest. Le immagini ci mostrano
i racconti dei portatori, i loro sentimenti e le paure.
Senza mezzi termini, spiegano che cosa significhi per loro
lavorare al servizio degli occidentali. ssaporiamo i loro successi,
ma affrontiamo anche la tragedia della morte di un
membro della spedizione. Vediamo come rischiano la loro
vita per salvare quella degli altri, e come sono influenzati
dalle tragedie, che vedono come messaggi inviati dalla montagna.
Gli eroi di questo lungometraggio sono Long Dorjee,
una leggenda con le sue 13 salite all’Everest, e Norbu, il giovane
sirdar, che conduce una vita moderna a Kathmandu.
Gio. 13 mag. (h 21.15)
Do. 16 mag. (h 19)
“Mount St.Elias”
di Gerald Salmina (Austria, 2009) col., 100', vo. sott. ital.
Genziana d’Argento al miglior contributo tecnico-artistico
Un documentario drammatico, che racconta la storia di quattro caratteri molto diversi tra loro: tre uomini, una
montagna. Sullo sfondo della selvaggia bellezza dell'Alaska, i due scialpinisti austriaci Axel Naglich e Peter
Ressmann, e il freerider americano Jon Johnston si lanciano in un'impresa ineguagliabile in cui la pressione
fisica e mentale li spinge al limite assoluto: la discesa con gli sci dei 5489 metri del Mount St. Elias, la più
lunga mai realizzata. Un'avventura nella quale l'eroismo e la follia non sono sempre ben distinguibili, dove le
situazioni vanno affrontate con estrema razionalità, grande coraggio, una forte fiducia nelle proprie capacità e
tanta fortuna. Delle immagini stupefacenti di sci sulle valanghe, delle pendenze che fanno tremare, dei salti
vertiginosi dai quali sembra impossibile uscire indenni. Grazie a una tecnica perfettamente padroneggiata il
regista ci pone al centro dell'azione e ci offre degli istanti magici.
Sa. 15 mag. (h 21.30)
Antologia di corti e mediometraggi
sull’apinismo estremo
Rush our Dream
R.: Kerim Jaspersen, Christian Menn. Germania, 2009, col.,
5’, vo. sott. ital.
Düsseldorf, Germania. Un uomo, mentre si sta recando al lavoro
con il tram, si addormenta e inzia a sognare. È a bordo
di una funivia che lo sta portando su una montagna. Una
volta sceso, si incammina verso la cima. Dopo averla raggiunta,
apre la borsa e trova un paracadute. Decide così di
aprirlo e lanciarsi...
White Noise
R.: Dominique Perret. Svizzera, 2008, col., 12’, vo. sott. ital.
Questo cortometraggio riprende il grande free-rider svizzero
Dominique Perret durante le sue discese mozzafiato nelle
Chugach Mountains e sugli altri pendii inviolati dell’Alaska
nel 2009, dopo il tentativo andato a vuoto del 2007. Un film
sui dubbi, le paure, i pensieri che invadono lo sciatore nel
momento in cui si trova di fronte a queste straordinarie discese,
dove in un attimo tutte le sicurezze della vita quotidiana
scompaiono.
Alone on the Wall
R.: Peter Mortimer, Nick Rosen. USA, 2009, col., 24’, vo. sott. ital.
Alex Honnold è uno dei più forti e versatili climber americani
dell’ultima generazione. Il film lo segue in un’impresa che lo
iscrive di diritto nell’albo dei grandi: la salita in free solo, ovvero
senza corda, di una delle più imponenti formazioni rocciose
del Nord America. Partendo dal deserto d’arenaria dello
Utah, le immagini ci accompagnano fino alla base della parete
nord-ovest dell’Half Dome, un colosso granitico di 2700
metri nello Yosemite National Park, dove il 23enne Alex fa
salire a un nuovo livello l’arrampicata su roccia.
The Argentin Project
R.: Jeremy Grant. Canada, 2009, col., 7’, vo. sott. ital.
Con il solo ausilio di Google Earth, il biker professionista
Mike Kinrade, il fotografo John Wellburn e il regista Jeremy
Grant, tutti canadesi, hanno trascorso un mese intero alla ricerca
di un luogo, da qualche parte del pianeta, ancora inesplorato
e adatto al Big Mountain, la disciplina che prevede
la discesa in mountain bike su un pendio fuori pista mai provato
prima. La ricerca li ha portati in un’area desertica
dell’Argentina...
Committed II: Walk of Life
R.: Dave Brown. UK, 2008, col., 21’, vo. sott. ital.
Il film racconta cinque incredibili storie di climber britannici.
La sfida più difficile della vita di James Pearson: una grande
lastra di roccia affacciata sulle scogliere del mare di Devon.
Il grande progetto di Dave MacLeod: compiere salite di gran
classe in ciascuna delle discipline dell’arrampicata. La forza,
la tenacia e i successi dei giovani fratelli Pete e Katy Whittaker.
Il tentativo di Steve McClure di ripetere in velocità la durissima
Rhapsody, una via di E11, il grado più difficile della
scala inglese. E l’ulteriore successo di James Pearson, che ha
aperto una linea nuova sulla parete di gritstone, una particolare
roccia arenaria, la più dura del mondo.
Welsh Connection
R.: Dave Brown. UK, 2009, col., 54’, vo. sott. ital.
Le riprese di questo film, effettuate nell’arco di un intero
anno, offrono il meglio dell’arrampicata del Galles. I grandi
esponenti dell’arrampicata sportiva Pete Robins, Tim Emmett,
Johnny Dawes, James McHaffie, Pete Whittaker, Nick
Bullock, Chris Doyle, Chris Davies e Gav Symonds si avventurano
su vertiginose pareti calcaree, faticose salite a vista su
ardesia, ma anche prime ascensioni, bouldering e deep
water solo. Un mix di discipline diverse raccontato attraverso
spettacolari immagini mozzafiato.
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Ingresso senza Cinetessera per gli associati Alt(r)i Spazi


Proiezioni
Spazio Oberdan - Viale Vittorio Veneto 2, Milano
Area Metropolis 2.0 - Via Oslavia 8, Paderno Dugnano
Info
tel 02.87242114; 02.77406316
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