PRIME VISIONI
DAL 18 DICEMBRE
IL MIO AMICO ERIC

R.: Ken Loach.
Sc.: Paul Laverty.
Int.: Steve Evets, Éric Cantona,
Stephanie Bishop, John Henshaw,
Gerard Kearns, Steve Marsh.
Distribuz.: BIM
GB/Fr./Bel./Italia, 2009, col., 114’.

Premio della giuria ecumenica al 62. Festival di Cannes (2009)

Ken Loach (Nuneaton, GB, 1936)
Muove i primi passi nella BBC e nel 1967 esordisce alla regia con Poor Cow, ma è con Family Life (1971) che si impone all’attenzione della critica internazionale. In seguito, soprattutto a partire dagli anni ’90, firma una serie di grandi film, tutti all’insegna della requisitoria contro l’oppressione verso le classi più deboli della società. Fra i principali ricordiamo Piovono pietre (1993), Terra e libertà (1994), La canzone di Carla (1996), My Name Is Joe (1997). Vincitore della Palma d’Oro al festival di Cannes 2006 con Il vento che accarezza l’erba, il suo ultimo film precedente a questo è In questo mondo libero (2007).

Il postino inglese Eric Bishop è sempre più alla deriva. Sua moglie lo ha abbandonato lasciandogli in custodia i figli che lei ha avuto da un precedente legame e ormai completamente fuori controllo, e la casa è un disastro. Eric cerca conforto e aiuto dai suoi amici e colleghi di lavoro, ma loro, nonostante l’impegno sincero, non sono in grado di trovare una soluzione soprattutto per fargli riconquistare Lily, la donna che Eric, pur avendola sempre amata, aveva abbandonato. Ma c’è qualcuno che potrebbe aiutarlo con alcuni saggi insegnamenti: il suo idolo calcistico Eric Cantona, campione francese che trascorse i migliori anni della sua carriera giocando nel Manchester United.

«Divertente dall’inizio alla fine, con una virata drammatica verso la metà per evitare l’inflazione di ottimismo, il film è una miniera d’inventiva declinata in forma semplice e diretta. Impagabile il gruppo degli amici del postino, interpretati da un gruppo di “secondi ruoli” uno più simpatico dell’altro. È originale l’approccio col tifo calcistico di Loach, da sempre innamorato del pallone. A giudicare dagli ultimi film inglesi, supporter sembrava il sinonimo di hooligan. Invece Ken ci mostra il lato di sinistra della tifoseria: quello di chi non vuole dare i soldi ai canali di Murdoch ma vive il calcio come un’esperienza di amicizia e solidarietà.» Roberto Nepoti, la Repubblica.

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