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A Werner Herzog, nel gennaio scorso, il Museo del Cinema di Torino ha dedicato una retrospettiva completa di circa 50 film, 35 dei quali ristampati per l’occasione dallo stesso Museo del Cinema. Ci è sembrata un’occasione da non perdere, e così, grazie alla nostra collaudata collaborazione con Torino, riproponiamo a Milano una parte della rassegna, con documentari e lungometraggi che rientrano nei primi 25 anni dell’attività di Herzog (1962 – 1987). L’iniziativa del Museo del Cinema ha prodotto anche una preziosa monografia di Grazia Paganelli (Segni di vita. Werner Herzog e il cinema, Ed. Il Castoro, Milano, 2008) da cui sono tratte le note che seguono. «”Se fossi vissuto all’inizio del secolo scorso forse sarei stato un esploratore e avrei attraversato il Sahara o l’Antartico alla ricerca dell’ignoto”, dichiara Herzog senza fare mistero di un’attitudine avventurosa e in continuo movimento, fatta di viaggi nei luoghi più impensati della terra, che, al tempo stesso, mette in rilievo la prassi del suo fare cinema, rivolta anche a una dimensione interiore, a quanto di sconosciuto e di enigmatico può esserci nell’uomo, nel pensiero umano e nei meccanismi della sua visione».. |
Me. 12 mar. (h 21)
Aguirre furore di Dio
R. e sc.: W. Herzog. Int.: Klaus Kinski, Helena Rojo, Ruy Guerra, Peter Berling. Germania 1972, col., 100’, v.o. sott. it.
La notizia di un territorio ricchissimo d’oro conosciuto con il nome di El Dorado induce Gonzalo Pizarro, fratello di Francisco, ad avventurarsi in una spedizione di conquista oltre le Ande all’inizio del 1560. Costretto a fermarsi nella sua marcia, Pizzarro decide di inviare una pattuglia in esplorazione lungo il fiume. Il comando viene affidato a Don Pedro de Ursua e al suo vice Don Lope de Aguirre. La violenza del fiume mette subito in difficoltà le zattere e, quando Don Pedro decide di fare ritorno al campo base, Aguirre prende il sopravvento e conquista il potere del piccolo drappello.
Copia ristampata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Prima della proiezione, presentazione del volume Segni di vita. Werner Herzog e il cinema (Ed. Il Castoro, Milano, 2008), in presenza dell’autrice Grazia Paganelli.
Me. 12 mar. (h 17)
Me. 26 mar. (h 17)
Anche i nani hanno cominciato da piccoli
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Thomas Mauch. Int.: Helmut Doring, Gerd Gickel, Paul Glauer. Germania 1970, b/n, 96’, v.o. sott.it.
In una stanza spoglia dell’ufficio di polizia, un nano è seduto su una sedia con una targa di riconoscimento in mano. È fotografato e interrogato sulle violenze commesse durante una rivolta. L’ambientazione è desolante e sinistra, si susseguono episodi sempre più surreali, nei quali i nani si abbandonano ad atti di vandalismo e di crudeltà gratuita su cose e persone, in un crescendo sempre più frenetico e allucinato.
Gio. 13 mar. (h 19)
La ballata del piccolo soldato
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Jorge Vignati. Germania 1984, col., 46’, v.o. sott.it.
Il film è stato commissionato dal Süddeutscher Rundfunk di Stoccarda. Nel febbraio del 1984 Herzog raggiunge in Nicaragua il giornalista francese Denis Reichle per approfondire la situazione di vita e di lotta della tribù dei Misquitos che vive sul lato destro del Rio Coco, in quel tempo impegnata in una sanguinosa lotta contro i sandinisti. L’attenzione di Herzog e di Reichle è concentrata soprattutto sui bambini soldato, addestrati alla guerra fin dall’età di 9 anni e impiegati come veri e propri militari in battaglia.
Portrait Werner Herzog
R.: W. Herzog. Fot.: Jörg Schmidt-Reitwein. Germania 1986, 28’, col., v.o. sott.it.
Un autoritratto dello stesso Werner Herzog in cui il regista parla del suo lavoro e della sua inconfondibile idea di cinema.
Copie ristampate dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Do. 23 mar. (h 21.30)
La ballata di Stroszek
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Thomas Mauch. Int.: Bruno S., Eva Mattes, Clemens Scheitz. Germania 1977, col., 115’, v.o. sott.it.
Bruno Stroszek, cantastorie ambulante che si esibisce nei cortili delle case di Berlino, esce per l’ennesima volta di prigione. Una sera Bruno incontra in un bar la prostituta Eva e, per sottrarla alla violenza dei suoi protettori, decide di ospitarla a casa sua, ma l’unica loro possibilità è la fuga. Accettano di andare negli Stati Uniti, ma poco dopo arrivano i guai.
Copia ristampata dal Museo Nazionale del Cinema di
Torino.
Lu. 24 mar. (h 21.30)
Do. 30 mar. (h 19)
Cobra verde
R.: W. Herzog. Sc.: W. Herzog, dal romanzo Il vicerè di Ouidah di Bruce Chatwin. Fot.: Victor Ruzicka. Int.: Klaus Kinski, King Ampaw, José Lewgoy. Germania 1987, col., 111’.
Francisco Manoel da Silva è un contadino del Sertão brasiliano messo in crisi dalla siccità. Dopo aver ucciso il padrone della miniera in cui lavora, perché non paga i suoi uomini, si aggira vestito da bandito ed è temuto da tutti. Un giorno riesce a bloccare la fuga di uno schiavo di Don Octavio Coutinho, che lo ingaggia subito come supervisore dei lavori nella sua sterminata piantagione. Quando però Don Octavio scopre che Francisco ha messo incinta le sue tre figlie, lo spedisce in Africa a prendere gli schiavi che servono nei campi.
Ve. 14 mar. (h 19)
Cuore di vetro
R.: W. Herzog. Sc.: Herbert Achternbusch, W. Herzog, da un racconto di H. Achternbusch. Fot.: Jörg Schmidt-Reitwein. Int.: Josef Bierbichler, Stefan Güttler, Clemens Scheitz. Germania 1976, col., 93’, v.o. sott.it.
Nel periodo di passaggio da un’era antica a una moderna, il profeta Hias, che vede nel futuro le immagini della prossima fine del mondo, predice agli abitanti di un paese della foresta bavarese l’incendio della vetreria che dà prosperità a tutti. Nella fabbrica il lavoro si è fermato e il padrone è disperato. Una sera la vetreria va a fuoco e ad averla bruciata è lo stesso padrone che viene rinchiuso nella cella di Hias, colpevole di aver predetto il futuro.
Copia ristampata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Do. 16 mar. (h 17)
L’enigma di Kaspar Hauser
R. e sc.: W. Herzog: Fot.: Jörg Schmidt-Reitwein. Int.: Bruno S., Walter Ladengast, Brigitte Mira. Germania, 1974, col., 110’, v.o. sott.it.
Kaspar Hauser vive legato in una specie di prigione senza poter vedere né parlare con nessuno. Trascorre il tempo con poveri giochi di legno, mangiando e dormendo. Un giorno uno sconosciuto lo trascina fuori e gli insegna a camminare e a parlare e poi lo abbandona su una piazza con una lettera in mano destinata alle autorità, perché si prendano cura del trovatello. Dopo un primo momento di confusione, Kaspar viene accolto nella casa del dottor Daumer, che gli insegna a leggere e a scrivere, gli impartisce lezioni di musica, di logica,
di morale, dialoga a lungo con lui sorpreso dalle straordinarie capacità di Kaspar.
Copia ristampata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Me. 26 mar. (h 21.30)
Fata morgana
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Jörg Schmidt-Reitwein. Int.: Wolfgang von Ungern-Sternberg, James William Gledhill, Eugen des Montagnes. Germania 1971, col., 79’, v.o. sott. it.
Il film è diviso in tre capitoli: la Creazione, il Paradiso e l’Età dell’Oro. Nella Creazione la voce di Lotte Eisner legge passi tratti dal Popol Vuh, il libro della creazione dei Quiché del Guatemala. Nel Paradiso appaiono figure umane in diverse situazioni, su cui si sofferma lo sguardo del regista. La voce, intanto, ci racconta della vita nelle terre paradisiache e suggerisce immagini surreali e ipnotiche. L’Età dell’Oro, invece, è il tempo della completa degradazione e la natura è un concetto ormai dimenticato.
La soufrière
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Jörg Schmidt-Reitwein, Ed Lachman. Germania 1977, col., 30’, v.o. sott.it.
Nel 1976 gli scienziati rilevarono un’anomala attività del vulcano La Soufrière, nell’isola della Guadalupa che, secondo un unanime parere, era sul punto di esplodere catastroficamente. Furono evacuati settantacinquemila abitanti dalla zona meridionale dell’isola, ma giunse notizia che un contadino aveva rifiutato di abbandonare la montagna. Attratti da questa situazione estrema, Herzog e i suoi due operatori partirono alla volta del vulcano per assistere all’esplosione che si preannunciava pari a cinque o sei bombe atomiche.
Copie ristampate dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Sa. 15 mar. (h 21)
Fitzcarraldo
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Thomas Mauch. Int.: Klaus Kinski, Claudia Cardinale, José Lewgoy. Germania 1982, col., 158’, v.o. sott.it.
Brian Sweene Fitzgerald, conosciuto come Fitzcarraldo, vuole costruire a Iquitos, proprio al centro dell’Amazzonia, il più grande teatro d’opera mai esistito. Ad inaugurarlo vorrebbe invitare il tenore Caruso, che ha avuto modo di ascoltare a Manaus durante una rappresentazione dell’Ernani. Con l’aiuto della sua donna Molly, si mette alla ricerca dei finanziamenti. Scopre, così, che l’unico modo per guadagnare molto denaro è quello di riuscire a sfruttare il caucciù che cresce in un territorio dove le navi non riescono ad arrivare a causa delle rapide chiamate Pongo das Mortes, lungo il fiume Uycali. Fitzcarraldo, però, escogita una soluzione: percorrere l’inesplorato fiume Pachitea, che scorre parallelo all’Uycali.
Copia ristampata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Me. 19 mar. (h 19)
Futuro impedito
R.: W. Herzog. Sc.: W. Herzog, da un’idea di Hans Peter Meier. Fot.: Jörg Schmidt-Reitwein. Germania 1971, col., 63’, v.o. sott.it.
Un documentario sulla situazione degli handicappati nella Germania Federale. Nella prima parte il regista intervista e incontra alcuni bambini o i loro genitori. Si discute del disagio e spesso dell’avversione che il loro corpo menomato suscita nel resto della società. Quindi l’indagine continua nelle istituzioni tedesche che si occupano di questi casi, per poi andare a Los Angeles, dove un giovane poliomielitico combatte contro la sua malattia.
Huie’s Sermon
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Thomas Mauch. Germania 1980, col., 43’, v.o. sott.it.
Le pratiche religiose di una comunità nera nel quartiere di Brooklyn a New York. Il predicatore Huie canta e incita i fedeli che gremiscono la sala a partecipare con entusiasmo. La predica è singolare e il fervore cresce via via che aumenta il ritmo delle parole.
Copie ristampate dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Ve. 21 mar. (h 19)
God’s Angry Man
R. e Sc.: W. Herzog. Fot.: Thomas Mauch. Germania 1980, 46’, col., v.o. sott.it.
Il film ruota attorno alla figura del dottor Gene Scott, uno dei predicatori televisivi più famosi della California, protagonista di uno show in cui, con il suo temperamento forte e aggressivo, parla della beatudine e spinge gli ascoltatori a versare somme di denaro sul conto corrente della sua chiesa. Alle immagini dello show si alternano una serie di dialoghi con il predicatore che parla di sé e della sua vita privata.
The Dark Glow of the Mountains
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Rainer Klausmann. Int.: Reinhold Messner, Hans Kammerlander. Germania 1984, col., 45’, v.o. sott.it.
Un viaggio sull’Himalaya al seguito di Reinhold Messner che, con Hans Kammerlander, vuole scalare consecutivamente due “ottomila”, il Gasherbrum I e il Gasherbrum II. A rendere l’impresa straordinaria il fatto che i due scalatori si spingono in questa spedizione senza bombole d’ossigeno, senza campi d’alta quota e portando con sé il solo zaino. Le immagini della spedizione sono filmate dallo stesso Messner, che documenterà il successo e l’alta pericolosità di questa impresa.
Copie ristampate dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Sa. 22 mar. (h 17)
La grande estasi dell’intagliatore Steiner
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Jörg Schmidt-Reitwein, Francisco Joán, Frederik Hettich, Alfred Chrosziel, Gideon Meron. Int.: Walter Steiner. Germania 1973, col., 45’, v.o. sott. it.
Herzog segue per un’intera stagione, dall’autunno ’73 alla primavera ’74, Walter Steiner, il campione di salto con gli sci. Herzog lo riprende nella sua attività quotidiana fino alle gare e ai momenti di grande emozione. A Oberstdorf salta 179 metri, battendo il record assoluto, a Planica batte nuovamente il record durante l’allenamento, ma resta leggermente ferito. Il giorno della gara, infine, compie il salto migliore della storia di questo sport e vince.
How Much Wood Would a Woodchuck Chuck
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Thomas Mauch. Int.: Steve Liptay, Ralph Wade, Alan Ball, Abe Diffenbach e gli altri partecipanti al Campionato mondiale dei banditori d’aste di bestiame. Germania 1976, col., 44’, v.o. sott. it.
Durante il campionato mondiale dei banditori d’asta che si svolge a New Holland, in Pennsylvania, alcuni partecipanti misurano la propria abilità e rapidità linguistica. Il titolo del film fa riferimento ad uno scioglilingua con cui si esercitano i banditori. Oltre alla competizione vera e propria e all’intervista fatta al vincitore, Herzog si sofferma sugli Amish, gli abitanti della cittadina dove ha sede la gara.
Copie ristampate dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Gio. 27 mar. (h 19)
I medici volanti dell’Africa orientale
R. e sc..: W. Herzog. Fot.: Thomas Mauch. Int.: Michael Wood, Ann Spoery, Betty Miller. Germania 1969, col., 45’, v.o. sott. it.
Il film fu realizzato per far conoscere l’attività di un gruppo di medici volontari che operavano nei territori isolati dell’Africa orientale - Kenya, Uganda e Tanzania - muovendosi con l’aiuto di aerei da turismo.
Precauzioni contro i fanatici
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Dieter Lohmann. Int.: Petar Radenkovic, Mario Adorf, Hans Tiedemann, Herbert Hisel, Peter Schamoni. Germania 1969, col., 12’, v.o. sott. it.
Nel film si susseguono e si ripetono una serie di interviste a personaggi che dicono di dover proteggere i cavalli contro i fanatici. Il meccanismo è quello dell’inchiesta televisiva, con i personaggi che guardano direttamente in macchina.
Ultime parole
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Thomas Mauch. Germania 1968, b/n, 13’, v.o sott. it.
Gli abitanti di un’isola greca si alternano sullo schermo ripetendo la storia del vecchio che, portato via con la forza dall’isola dei lebbrosi di Spinalonga, si rifiuta di parlare e solo di notte esce tra la gente a suonare la lira.
Herakles
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Jaime Pacheco. Int.: Mister Germany 1962. Germania 1962, b/n, 12’, v.o. sott. it.
Un montaggio di materiali inaccostabili, riprese originali di culturisti (tra cui anche il campione Mister Germania) che esibiscono i propri muscoli, e materiali di repertorio, di varia natura: un incidente durante una corsa automobilistica, le immagini di una città distrutta al terremoto, il lavoro dentro una discarica di rifiuti.
La difesa esemplare della fortezza di Deutschkreuz
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Jaime Pacheco. Int.: Peter Brumm, Georg Eska, Karl-Heinz Steffel, Wolfgang von Ungern-Sternberg. Germania 1966, b/n, 15’, v.o. sott.it.
Una satira sulla guerra e sulle stupide azioni che la guerra ispira nella gente. Quattro ragazzi entrano in una fortezza abbandonata. Al suo interno trovano delle divisi militari che pensano subito di usare per mettere in scena uno strano gioco di guerra. L’insensatezza dei loro gesti emerge soprattutto in rapporto alla tranquilla quotidianità del lavoro nella
campagna circostante.
Copie ristampate dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Sa. 22 mar. (h 21.15)
Nosferatu, il principe della notte
R.: W. Herzog. Sc.: W. Herzog, dal film di Friedrich Wilhelm Murnau e dal romanzo Dracula di Bram Stoker. Fot.: Jörg Schmidt-Reitwein. Int.: Klaus Kinski, Isabelle Adjani, Bruno Ganz. Germania 1979, col., 124’, v.o. sott. it.
Mandato in Transilvania per far concludere l’acquisto di una proprietà al Conte Dracula, Jonathan Harper parte senza dare ascolto ai cattivi presagi della moglie Lucy. Arrivato a destinazione, però, si ritrova in un mondo sinistro e inquietante. Quando il conte raggiunge la città in cui Jonathan vive, sarà Lucy a intuire la verità leggendo un libro di vampiri e a sacrificarsi trattenendo con sé Dracula fino alla comparsa dei primi raggi di sole.
Copia ristampata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Sa. 29 mar (h 17)
Paese del silenzio e dell’oscurità
R. e sc.: W. Herzog; Fot.: Jörg Schmidt-Reitwein. Int.: Fini Straubinger, Eise Führer, Ursula Riedmeier. Germania 1971, 85’, col., v.o. sott. it.
La sordocieca Fini Straubinger conduce Herzog nel mondo pieno di solitudine e dolore di quelli che lei chiama “i suoi compagni di destino”, sordociechi come lei, persone sole che hanno soltanto bisogno di un po’ di umanità. La donna trascorre il suo tempo a far visita a persone o istituzioni dove andare a portare il suo calore e il suo impegno.
Gio. 20 mar. (h 21.30)
Segni di vita
R. e sc.: W. Herzog. Fot.: Thomas Mauch. Int.: Peter Brogle, Wolfgang Reichmann, Athina Zacharopoulou, Wolfgang von Ungern-Sternberg. Germania 1968, b/n, 86’, v.o. sott. it.
Il paracadutista tedesco Stroszek, dopo essere stato ferito, viene mandato in una fortezza adibita a deposito di munizioni in un’isola dimenticata. L’uomo si trasferisce qui insieme alla moglie Nora e a due soldati, Meinhard, personaggio grossolano e violento, e Becker, taciturno intellettuale affascinato dai resti della Grecia classica. Tutto il gruppo vive con disagio nell’inattività più completa, ma è soprattutto Stroszek a risentirne.
Copia ristampata dal Museo Nazionale del Cinema di
Torino.
Ve. 28 mar. (h 21.30)
Woyzeck
R.: W. Herzog. Sc.: W. Herzog, dal dramma di Georg Büchner. Fot.: Jörg Schmidt-Reitwein. Int.: Klaus Kinski, Eva Mattes, Wolfgang Reichmann. Germania 1979, col., 82’, v.o. sott.it.
Germania, fine ‘800: il soldato Franz Woyzeck, uomo buono e ingenuo, povero e dotato di una sensibilità profonda, legato alla servetta Maria dalla quale ha avuto un figlio. Per mantenere i due, cerca di incrementare la modestissima paga da soldato semplice facendo il barbiere per il capitano e per altri, e prestandosi agli esperimenti di un medico che
lo costringe a nutrirsi solo di piselli per dimostrare l’animalità dell’essere umano. Quando scopre che la moglie lo tradisce cade in una profonda depressione. Copia ristampata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
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