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Ingresso libero con Cinetessera
L’uscita di un libro su Max Linder, uno dei padri del cinema comico classico, a opera non di uno studioso di cinema in senso stretto ma di uno scrittore-regista-attorecritico ecc. dotato di talento, ironia e brillante scrittura come Fabrizio Caleffi, va salutato come un piccolo avvenimento.
Perché ha il coraggio di rispolverare dall’oblio una delle figure più singolari e geniali della settima arte, e il merito di gettare una luce definitiva, frutto di anni di indagini tra Parigi e gli USA, sul sinora irrisolto mistero non solo della morte prematura di Linder ma anche della sua infelice vita privata. Nel romanzo Il segreto di Max Linder, la star del cinema muto e le due vestaglie vermiglie (Ethos Edizioni, 2008), Caleffi ripercorre con una prosa scorrevole e sommamente divertente la vita, gli amori, l’arte e la carriera di uno straordinario attore del muto, riconosciuto come suo maestro da Charlie Chaplin. |
Be My Wife/Siate mia moglie
R. e sc.: Max Linder. Int.: Alta Allen, Carolyn Rankin, Lincoln Stedman, Rose Dione, Charles MacHugh, Viora Daniels, Arthur Clayton. USA, 1921, b/n, 60’, muto.
Max, il fidanzato, dopo essere stato accettato dalla sua amata, sconfigge le macchinazioni di un rivale intenzionato a guadagnare i favori della ragazza, ma incontra grosse difficoltà nel conquistare l’appoggio della zia di lei. Ci riuscirà solo dopo il matrimonio, quando su questo incombe la minaccia del divorzio, e otterrà allo stesso tempo maggiore rispetto da parte della moglie.
Fabrizio Caleffi. Milanese di nascita, cosmopolita di formazione, come commediografo vince due volte in giovanissima età il premio Riccione con I tagliatori di teste e Le dimissioni rinviate. Mette in scena e interpreta suoi testi in Italia e all’ estero, ottenendo svariati riconoscimenti.
E’ autore di un TV movie in 3 puntate, e partecipa al Festival di Venezia 1985 con il lungometraggio Prima del futuro. Attore, ha fatto parte della compagnia del Piccolo Teatro interpretando I giganti
della montagna per la regia di Strehler, in Europa e a New York. E’ corrispondente culturale di “AmericaOggi”, polemista di “Hystrio” ed editorialista di riviste di letteratura e spettacolo. Ha
pubblicato la biografia di Julia Roberts; tra i numerosi saggi e romanzi, Arte e Consumo, Pallori Gonfiati, Eccessi, i racconti Una coppia di pesci rossi nel mio bicchiere di Martini (2005), Il Fantasm
di Lady D. (2007). Ha partecipato all’edizione 2004 del Festival di Venezia con il format cinematografico
La valigia di Sarah e a quella del 2007 con il trailer del lungometraggio Il mio nome è Nessuno. Nella stagione 2005/2006 dirige e interpreta per il teatro Hollywood Hospital di Don DeLillo e Zelda Stein e Terminal 16 di Anonimo Americano sul terrorismo; nella stagione 2006/2007 L’importanza di chiamarsi Ernest di Wilde e Il giardino dei ciliegi di Cechov, definito dalla stampa capolavoro molto off, nella stagione 2007/2008 La locandiera di Goldoni.
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