Nel dicembre 2024 il mondo ha assistito alla caduta del dittatore siriano Bashar al-Assad, giunta dopo 13 anni di guerra civile. Un evento epocale che ha scoperchiato un’eredità sinistra: quella degli oltre 100.000 cittadini scomparsi durante il regime, fatti sparire tra prigioni impenetrabili e fosse comuni. «Surviving Syria’s Prisons» rivela una delle più brutali campagne di repressione della storia contemporanea, attraverso i racconti di quelli che l’hanno subita e di quelli che l’hanno imposta, come ufficiali dell’intelligence e guardie carcerarie che supervisionavano torture ed esecuzioni. Le loro confessioni si intrecciano con la potente storia di due fratelli sopravvissuti alla rete carceraria siriana, formando una tela narrativa da cui emergono le brutalità perpetrate dal regime di Assad contro i suoi stessi cittadini.
Introduzione e Q&A con le registe Sasha Joelle Achilli e Sara Obeidat
A seguire
In the Belly of AI (Henri Poulain, Francia, 2024, 73′)
Magica, autonoma e onnipotente: l’intelligenza artificiale alimenta sogni e incubi. Da un lato, i giganti tecnologici promettono la nascita di una nuova umanità. Dall’altro, il vero volto dell’IA rimane nascosto. Mentre i data center erodono i territori e prosciugano i fiumi, milioni di lavoratori globali invisibili vengono sfruttati per iniettare dati negli algoritmi delle Big Tech, spesso sacrificando la loro salute mentale ed emotiva. Questi lavoratori nascosti sono uno dei danni collaterali dell’ideologia del “Longtermismo”, tanto popolare nella Silicon Valley, che si focalizza sulla costruzione di futuri immaginari ambiziosi senza preoccuparsi delle conseguenze nel presente, di cui è intrisa già oggi la “pancia” dell’intelligenza artificiale.
dell’evento
