Regia: Andrej Tarkovskij
Sceneggiatura: Andrej Michalkov-Končalovskij, Andrej Tarkovskij
Fotografia: Vadim Jusov
Montaggio: Andrej Tarkovskij, Ljudmila Fejginova
Musiche: Vjačeslav Ovčinnikov
Cast: Anatolij Solonicyn, Ivan Lapikov, Nikolaj Grinko
Biografia del più grande pittore di icone russo: Andrej Rublev (1360-1430).
Nella “indivisibile santità di un uomo volato via attraverso il cielo”, nella sofferta verità del popolo testimoniata da un buffone, attraverso la tentazione di una festa pagana e la confessione di una fede vissuta come legalismo persecutorio, nella rappresentazione della passione di Gesù Cristo e nella meditazione sul Giudizio Universale, in mezzo alle invidie, alle violenze, ai tradimenti perpetrati da religiosi, principi, tartari invasori, e da lui stesso con l’uccisione di un nemico, Andrej Rublev ritrova la vocazione alla pittura nella vicenda del piccolo Boriska che riesce a fondere e a far suonare la campana. Gli otto episodi del film nelle peripezie del monaco pittore di icone delineano il dramma di ogni vocazione artistica, dall’impeto ingenuo della giovinezza fino all’intima, gloriosa misericordia della maturità.
In Andrej Rublëv, Andrej Tarkovskij si ispira alla pittura di Brueghel per ricreare il mondo della Russia medievale. La celebre sequenza della processione e della crocifissione rielabora la composizione della Salita al Calvario di Brueghel (1564), trasferendola in un paesaggio russo innevato. La scena riprende diversi elementi del dipinto, dalla profondità del paesaggio alla disposizione delle figure, dei carri e degli animali, fino alla compresenza di primo piano e sfondo, tipica della pittura brugheliana.
di proiezione
