Regia: Aleksej Jur’evič German
Sceneggiatura: Svetlana Karmalita, Aleksej Jur’evič German
Fotografia: Vladimir Il’in, Jurij Klimenko
Montaggio: Irina Gorochovskaja, Marija Amosova
Musiche: Viktor Lebedev
Cast: Leonid Jarmolnik, Aleksandr Čutko, Jurij Csurilo
Un scienziato viene mandato su un pianeta simile al nostro durante il Medioevo, ma gli viene dato l’ordine di non interferire con lo sviluppo storico-politico degli eventi. Considerato una semi-divinità dagli abitanti del luogo, di fronte al caos e alla brutalità è sia divino, sia impotente.
In Hard to Be a God, Aleksej German costruisce la città di Arkanar come un grande dipinto di Brueghel, popolato da corpi, animali, carri e mendicanti che si muovono continuamente nell’inquadratura. Il risultato è un mondo caotico, in cui lo spettatore si ritrova immerso. Il legame con Brueghel emerge soprattutto nei volti deformati e nelle espressioni grottesche, ispirati al dipinto I mendicanti. Come nelle opere del pittore fiammingo, ogni angolo dell’immagine racconta qualcosa: German trasforma così il quadro in uno spazio cinematografico vivo e claustrofobico, dove si intrecciano episodi di violenza e assurdità.
di proiezione
