Rassegna

KON ICHIKAWA, MAESTRO VISIONARIO

Il cinema di Kon Ichikawa è tra i più eclettici e raffinati del Giappone del dopoguerra. Dal 7 al 30 gennaio al Cinema Arlecchino.

Rassegna KON ICHIKAWA, MAESTRO VISIONARIO

I film in programmazione

Kon Ichikawa, Giappone, 1960, 98'
Mercoledì 21 Gennaio 2026, 17:00
Lingua: Versione originale con sottotitoli in italiano
Un tenero melodramma su una giovane donna sola, costretta dalla severa e malata matrigna a sacrificarsi per i bisogni del dissoluto fratello.
Kon Ichikawa, Giappone, 1959, 96'
Giovedì 22 Gennaio 2026, 19:00
Lingua: Versione originale con sottotitoli in italiano
Kenmochi, un anziano antiquario sposato con Ikuko, una donna molto più giovane, si rende conto che la propria virilità non è più quella di un tempo.
Kon Ichikawa, Giappone, 1976, 146'
Sabato 24 Gennaio 2026, 18:45
Lingua: Versione originale con sottotitoli in italiano
Desiderose di sapere come verrà distribuita la fortuna del patriarca, le famiglie dei suoi discendenti si riuniscono per la lettura del testamento.
Kon Ichikawa, Giappone, 1958, 99'
Mercoledì 28 Gennaio 2026, 17:00
Lingua: Versione originale con sottotitoli in italiano
Tratto da un romanzo di Yukio Mishima e narrato attraverso una complessa struttura a flashback, il film racconta il crollo psicologico di Goichi.

Rassegna KON ICHIKAWA, MAESTRO VISIONARIO

Gli eventi in programma

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Rassegna KON ICHIKAWA, MAESTRO VISIONARIO

Scopri di più sulla rassegna

Il cinema di Kon Ichikawa è tra i più eclettici e raffinati del Giappone del dopoguerra. A lui e alla sua opera, Cineteca Milano dedica la rassegna “Kon Ichikawa, maestro visionario” che si terrà al cinema Cineteca Milano Arlecchino dal 7 al 30 gennaio 2026. Appartenente alla generazione dei registi che hanno iniziato l’attività nel secondo dopoguerra, Ichikawa si è distinto da Akira Kurosawa, Keisuke Kinoshita e Masaki Kobayashi per una maggiore ecletticità, una propensione ai modi della commedia acre e pungente, spesso intrisa di cinismo e humour nero e per il frequente ricorso a grandi opere della letteratura giapponese moderna e contemporanea. Tecnicamente ha optato per un uso estremamente controllato dell’inquadratura, con un utilizzo del bianco e nero, puntando molto su contrasti e spazi vuoti. Nei suoi film, spesso le immagini sono state più eloquenti dei dialoghi in cui i personaggi sono osservati con estrema lucidità e senza giudizi morali. Spesso Ichikawa ha messo in scena una rappresentazione anti-eroica della guerra come si potrà vedere nell’iconico L’arpa birmana ma anche in Fuochi nella pianura. Ne La rivincita di Yuki-no-jo il regista rivisita il genere melodrammatico mentre le dinamiche di famiglia, spesso distorte, sono al centro di film molto diversi tra loro quali La chiave, Conflagrazione, Il fratello minore e La famiglia Inugami.

La vita di Ichikawa in breve
Kon Ichikawa è stato un regista giapponese nato a Ujiyamada il 20 novembre 1915 e morto a Ise nel 2008. In Occidente Ichikawa è conosciuto per i suoi due film sulla Seconda guerra mondiale, L’arpa birmana (1956) e Fuochi nella pianura (1959), il primo dei quali fu presentato nel 1956 al Festival di Venezia, dove ottenne il Premio San Giorgio e una menzione speciale. Nel 1960 con La chiave vinse al Festival di Cannes il Premio speciale della giuria.

Appassionato di disegno, dopo aver studiato presso un istituto tecnico di Osaka, Ichikawa entrò negli studi della compagnia JO che, nel 1938, sarebbe confluita nella Tōhō. Nel 1946 realizzò il suo primo lavoro, La ragazza del tempio Dōjō, un film di marionette ispirato alla tradizione del teatro bunraku. Nei primi anni Cinquanta, il suo nome era soprattutto legato a una serie di commedie noir, in cui il regista affrontava anche temi di carattere sociale, oltre a dipingere una serie di caricature assai velenose. Nel 1955 con Il cuore, tratto da un romanzo di Natsume Sōseki, inaugurò una serie di adattamenti di grandi opere letterarie. Seguirono così, fra gli altri, Nihonbashi (1956), da un’opera di Izumi Kyōka, La stanza della punizione (1956) da Ishihara Shintarō, Conflagrazione (1958) da Mishima Yukio e Il comandamento infranto (1962), da Shimakazi Tōson.

Furono però soprattutto i due film antimilitaristici del periodo, L’arpa birmana e Fuochi nella pianura, a dare un respiro internazionale al cinema del regista. In quegli stessi anni, i più felici del suo cinema, il regista fornì ulteriore prova del suo eclettismo con La vendetta di un attore (1963), una moderna rilettura del teatro kabuki a ritmo di jazz; con Solo nel Pacifico (1963), sull’avventura solitaria di un uomo in mezzo all’oceano e con Le Olimpiadi di Tokyo (1965), rappresentazione personale dei giochi olimpici e del mondo dello sport.

Successivamente Ichikawa smarrì la sua vena creativa e non ritrovò la continuità del periodo a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta. Dell’ultima fase della sua carriera, si può ricordare il successo commerciale di La famiglia Inugami (1976), da un romanzo giallo di Yokomizo Seishi; Neve sottile (1983); Il forziere dei vassalli fedeli, I quarantasette rōnin (1994) e Dora Heita (1999), storia di un magistrato dell’epoca Tokugawa (dal 1603 al 1868) in lotta contro la malavita organizzata. (treccani.it)

Rassegna organizzata con il patrocinio del Consolato del Giappone a Milano