Fresco vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia con Father Mother Sister Brother, Jim Jarmusch sarà protagonista della rassegna a lui dedicata da Cineteca Milano, intitolata “Solo I cinefili sopravvivono – Il cinema di Jim Jarmusch” che si terrà al Cineteca Milano MIC – Museo Interattivo del Cinema, dal 7 al 25 gennaio 2026. Sono dieci, complessivamente, i film in programma, di cui nove diretti dal regista, cui si aggiunge Return to Reason, quattro cortometraggi di Man Ray che sono stati musicati da Jim Jarmusch e Carter Logan. Roberto Benigni, Tom Waits e John Lurie sono nomi che ricorrono spesso nei film di Jarmusch e che potremo rivedere, insieme o singolarmente, in Daunbailò, Stranger than Paradise, Coffee and Cigarettes, Permanent Vacation e Taxisti di notte. Il super cast formato da Bill Murray, Sharon Stone, Tilda Swinton, Julie Delpy e Jessica Lange è il protagonista di Broken Flowers mentre Johnny Depp appare nel western Dead Man. Indimenticabile l’intepretazione di Forest Whitaker in Ghost Dog – Il codice del samurai. In programma anche il film a episodi Mistery Train – Martedì notte a Memphis.
La rassegna dedicata a Jim Jarmusch, cade in un momento propizio della lunga carriera del regista – l’esordio è del 1984 – grazie al premio vinto a Venezia che lo ha riportato sotto i riflettori del pubblico formato non solo dagli appassionati della sua cinematografia e del suo stile. Certamente Jarmusch non è mai stato autore per grandi platee, a parte con il successo di Broken Flowers, ma è riuscito comunque a incuriosire spettatori non per forza amanti solo dei film di nicchia o da festival.
Il cinema di Jim Jarmusch
Jim Jarmusch, nato a Akron in Ohio, nel 1954, si è affermato come regista nel 1984 con Stranger than Paradise, e successivamente con Daunbailò (1986) e Mystery Train (1989), caratterizzandosi per un linguaggio cinematografico essenziale nell’osservazione di un’America marginale e inedita. Molto interessanti anche i cinque episodi di Taxisti di notte (1991). Il frequente utilizzo del bianco e nero, lo stile minimalista, la narrazione volutamente frammentata, i frequenti riferimenti alla nouvelle vague, a John Cassavetes e Wim Wenders, hanno continuato a caratterizzare i suoi film, come l’anomalo e allucinato western Dead Man (1995), con Johnny Depp; Ghost Dog – Il codice del samurai (1999), originale gangster movie con un’amara riflessione sulla vita e la morte; Coffee and Cigarettes, film in bianco e nero a episodi; Broken Flowers, commedia amara in cui Jarmusch affronta il tema della solitudine di chi ha scelto di vivere sfuggendo a responsabilità e sentimenti. Tra i film successivi vanno citati The Limits of Control (2009), Solo gli amanti sopravvivono (2013), diventato un vero e proprio cult, il delicato Paterson (2016) e lo zombie movie I morti non muoiono (2019), presentato a Cannes. Oltre al Leone d’oro per il miglior film alla 82° Mostra del cinema di Venezia per Father Mother Sister Brother, Jarmusch ha vinto il Pardo d’oro a Locarno come regista nel 1984 per Stranger than Paradise; l’European Film Awards nel 1996 per Dead Man e il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes nel 2005 per Broken Flowers.
