Rassegna

SONO ANDATA AL TANGERI A BALLARE E ALTRI FILM

Un percorso che racconta Milano attraverso i suoi linguaggi: verbali, sonori, politici e corporei.

Rassegna SONO ANDATA AL TANGERI A BALLARE E ALTRI FILM

I film in programmazione

Giulia La Marca e Tommaso Perfetti, Italia, 2026, 60'
Lunedì 13 Luglio 2026, 17:00
Lingua: Italiano
Lo scorrere di un nastro, qualche respiro, rumori indecifrabili e poi le parole, che sembrano apparire quasi per caso da uno spazio lontano.
Marco Tullio Giordana, Italia, 1980, 84'
Martedì 14 Luglio 2026, 18:00
Lingua: Italiano
Dopo alcuni anni trascorsi in America Latina, Svitol torna in Italia e ritrova i suoi ex compagni sessantottini molto cambiati.
Gabriele Salvatores, Italia, 1987, 98'
Giovedì 16 Luglio 2026, 19:00
Lingua: Italiano
Sei comici vengono invitati dal proprio agente a partecipare, pagando di tasca propria, ad una serata in uno squallido night club.

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Gli eventi in programma

Al momento non ci sono eventi in programma per questa rassegna.

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Scopri di più sulla rassegna

Cos’era Milano negli anni ’80? Come si viveva? La città come è stata raccontata dal cinema? Con quali linguaggi? Per rispondere a queste domande Cineteca Milano organizza un ciclo di film dal titolo “Sono andata al Tangeri a ballare e altri film milanesi degli anni ’80” che si terrà al cinema Cineteca Milano Arlecchino dal 10 al 19 luglio 2026.

Più che raccontare una città, i film di questa rassegna ne catturano voci, ritmi, inflessioni e silenzi. Sono andata al Tangeri a ballare e altri film milanesi anni ’80 è un percorso che racconta Milano attraverso i suoi linguaggi: verbali, sonori, politici e corporei. In queste opere il linguaggio non è un semplice strumento narrativo. È memoria sonora e intimità in Sono andata al Tangeri a ballare; invenzione lessicale e comicità
popolare in Eccezzziunale… veramente; parola politica frammentata e disillusa in Maledetti vi amerò; ritmo, improvvisazione e sperimentazione tra teatro e cinema in Kamikazen. Ne emerge una Milano in continua trasformazione, raccontata attraverso forme espressive innovative e profondamente legate al proprio tempo: una città che, prima ancora di mostrarsi, si lascia ascoltare.